Case, tempi di vendita in Italia: Milano resta la più veloce d’Italia, sotto i 3 mesi
Il Time to sell nazionale sale a 5,5 mesi (+6% in un anno), con Sud e Isole in maggiore difficoltà. Milano si conferma il mercato immobiliare più rapido del Paese, stabile rispetto al 2025 e ben al di sotto della media nazionale
Vendere casa in Italia richiede sempre più tempo, ma Milano continua a rappresentare un’eccezione virtuosa. È quanto emerge dall’ultima ricerca di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia. Lo studio ha analizzato il Time to sell, ovvero il tempo medio di vendita degli annunci sul portale, a livello nazionale e nelle principali città italiane.
Nell’ultimo anno i tempi medi per vendere una casa in Italia sono cresciuti del 6%, passando dai 5,2 mesi del 2025 agli attuali 5,5 mesi. Un rallentamento diffuso su tutto il territorio, ma con intensità molto diverse a seconda dell’area geografica.
Milano, il mercato più veloce d’Italia
In questo scenario di generale allungamento dei tempi, Milano si distingue nettamente dal resto del Paese. Il capoluogo lombardo si conferma la città più rapida quando si tratta di concludere una compravendita immobiliare, mantenendosi stabile rispetto allo scorso anno e restando appena sotto i 3 mesi medi, un dato che la colloca a grande distanza sia dalla media nazionale di 5,5 mesi sia da quella del Nord-Ovest, la macro-area di appartenenza, ferma a 5,4 mesi.
La rapidità del mercato milanese conferma quanto già osservato sul fronte dei prezzi, dove la città guida stabilmente le classifiche nazionali per valori al metro quadro: a Milano la domanda resta strutturalmente solida e superiore all’offerta disponibile, un fattore che comprime i tempi di vendita anche quando, come nell’ultimo anno, i prezzi continuano a salire. Un immobile milanese, insomma, non solo vale di più, ma trova anche compratore prima che altrove in Italia.
A inseguire Milano nella classifica delle città più rapide si trovano Trieste e Bologna, entrambe a 3,5 mesi medi, grazie rispettivamente a un calo dell’8% e del 3% rispetto allo scorso anno. Seguono Firenze e Roma, appaiate a 3,6 mesi ma con andamenti opposti: il capoluogo toscano in discesa del 3%, quello laziale in salita del 5%. Completano la parte alta della classifica Verona (3,7 mesi, +2%) e Padova (3,8 mesi, stabile).
Tra le prime dieci città più rapide compaiono anche altri due capoluoghi lombardi, Como (+4% su base annua) e Bergamo (+7%), che condividono con Napoli (+4%) un Time to sell di 4,1 mesi — un dato che conferma come la Lombardia, con Milano in testa, resti l’area del Paese dove il mattone si muove più velocemente.
Sud e Isole, la crescita più marcata
Guardando alle cinque macro-aree italiane, tutte registrano un aumento dei tempi di vendita rispetto a dodici mesi fa, ma è il Meridione a mostrare le difficoltà maggiori. Il Sud passa da 5,2 a 5,9 mesi medi (+13%), mentre le Isole salgono da 5,6 a 6,2 mesi (+11%). Aumenti più contenuti per Nord-Ovest e Centro, entrambi da 5,2 a 5,4 mesi, mentre il Nord-Est resta l’area più rapida in assoluto nonostante un incremento da 5 a 5,2 mesi.
Sul fronte delle città con i tempi di vendita più lunghi, la fotografia conferma il divario territoriale: si tratta soprattutto di capoluoghi del Sud, con Catania a 5,1 mesi, Taranto a 5,6 e, in particolare, Messina, che con 7,4 mesi registra il dato peggiore del Paese e un balzo del 32% in un solo anno. Tra le città più lente rientra anche Lucca, con 6,5 mesi medi, sebbene in miglioramento di circa l’8% rispetto al 2025.
Il commento di Immobiliare.it
«Nonostante la domanda continui a mantenersi solida, come dimostra l’andamento delle compravendite, in crescita e stabilmente al di sopra della media di lungo periodo, l’allungamento dei tempi di vendita riflette uno squilibrio sempre più evidente tra richiesta di mercato e offerta, alimentando a sua volta la tensione abitativa e la crescita dei prezzi del mattone», afferma Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. «Per ridurre questo divario servono interventi capaci sia di riportare in circolazione il patrimonio inutilizzato nelle aree in cui esiste una domanda potenziale non soddisfatta, sia di generare nuova offerta nei territori dove il recupero dello stock esistente non sarebbe sufficiente a colmare il fabbisogno abitativo».
Un’analisi che, letta insieme ai dati sulla velocità di vendita a Milano, restituisce l’immagine di un mercato immobiliare italiano sempre più a due velocità: da un lato una metropoli come Milano dove la domanda assorbe rapidamente ogni nuovo immobile immesso sul mercato, dall’altro ampie porzioni del Paese, soprattutto al Sud, dove i tempi di vendita si allungano sensibilmente.
