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Mercato immobiliare italiano: i trend e le previsioni per il 2022

Il mercato immobiliare italiano nel 2022 è partito decisamente col botto. Lo dicono gli ultimi dati di Savills, secondo cui il settore immobiliare nostrano ha raggiunto il record storico degli ultimi 10 anni con un totale di investimenti pari a 3,4 miliardi di euro, +172% rispetto al primo trimestre del 2021. Ma le previsioni attuali parlano di incertezza. Ecco cosa aspettarsi dall’immobiliare in Italia settore per settore.

Investimenti in uffici e logistica

Secondo Savills, gli uffici e la logistica si riposizionano al primo posto tra gli investimenti immobiliari, con rispettivamente 1,5 miliardi di euro (+394% su base annua) e 700 milioni di euro (+139%), rappresentando oltre il 60% del volume totale del primo trimestre di quest’anno .

Per gli uffici, Milano e Roma si confermano centrali nelle scelte di investimento così come gli asset di grado A. La logistica è stato il settore più dinamico del trimestre con circa 21 operazioni che hanno riguardato 52 asset, più della metà dei quali cross dock. Anche in termini di assorbimento di spazi leasing, la logistica ha registrato un trend più che positivo con oltre 700 mila mq scambiati nei primi 3 mesi dell’anno.

Investimenti in living, healthcare e hospitality

Il report di Savills evidenzia come anche i settori del living & healthcare e dell’hospitality sono stati particolarmente performanti, per un totale rispettivamente di 500 milioni di euro (+172%) e 400 milioni di euro (+269%) investiti, pesando per circa il 30% sul totale. I buoni fondamentali e la resilienza di questi settori hanno sostenuto i volumi.

Investire nell’immobiliare retail

Anche il settore retail ha registrato buoni investimenti, con un volume di circa 200 milioni di euro, il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente . Il settore mostra i primi segnali di ripresa: il segmento high street conferma la sua attrattività mentre quello out of town ritorna nelle mire di investitori alle ricerca di opportunità nel segmento convenience & grocery .

Canoni di locazione in Italia

canoni di locazione in Italia sono rimasti stabili nel 2021 per quanto riguarda il segmento high street, mentre quelli dei centri commerciali hanno iniziato a incorporare la tendenza al rialzo dell’inflazione. Gli uffici e la logistica hanno registrato un aumento sostenuto dalla domanda per spazi di grado A: l’elevata concorrenza per gli asset prime ha portato a un’ulteriore compressione dei rendimenti in entrambi i settori.

Immobiliare italiano, previsioni 2022

Quanto alle previsioni per il mercato immobiliare italiano nel 2022, alcune incertezze legate al contesto geopolitico internazionale influiranno sul trend del medio termine. Il livello di inflazione superiore alle aspettative potrebbe convincere la BCE ad anticipare il rialzo dei tassi per ritornare alla soglia obiettivo del 2% , nonostante il rallentamento della crescita economica.

L’andamento dei costi di costruzione e le crescenti difficoltà di finanziamento potrebbero rallentare i nuovi progetti, incidendo sulla sostenibilità di alcuni sviluppi; come in tutti i periodi di incertezza, il mercato si focalizzerà sugli asset core con fondamentali sostenibili. Le prospettive rimangono comunque positive per il resto dell’anno. L’elevata concorrenza per gli asset core sosterrà gli attuali livelli di rendimento e i canoni prime; logistica, uffici di grado A e retail high street rimarranno al centro dell’attenzione degli investitori insieme a tutto lo spettro di tipologie del comparto living.

Elena Zanlorenzi, Head of Research di Savills per l’Italia, commenta: “Molti istituti di ricerca hanno rivisto al ribasso le loro previsioni ma la crescita economica non si è fermata. Il clima di incertezza e l’inflazione in crescita potrebbero influire sulle decisioni di spesa di consumatori e imprese ma la diminuzione delle restrizioni legate alla pandemia dovrebbe sostenere la spesa per i servizi. Poiché gli eventi evolvono quotidianamente, è difficile prevedere la portata dell’impatto dell’attuale crisi ma ci aspettiamo che la domanda degli investitori per il mercato CRE italiano rimarrà forte nei prossimi mesi, spinta da rendimenti che rimangono più competitivi rispetto agli altri mercati europei e da solidi fondamentali”.

 

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